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Come si contesta un conguaglio

Eccepire la prescrizione non costa nulla e non richiede un avvocato. Ma va fatto per iscritto, entro i tempi giusti e con le parole giuste. Ecco l'ordine corretto.

1. Non pagare l'intero importo prima di aver scritto

Pagare una somma significa riconoscerla come dovuta, e indebolisce ogni passo successivo. Prima si contesta, poi si paga soltanto la parte non contestata.

Attenzione al rovescio della medaglia: non pagare ciò che è effettivamente dovuto espone a interessi di mora, azioni di recupero e, nei casi previsti, sospensione della fornitura.

2. Invia un reclamo scritto, prima della scadenza

Il canale conta più del contenuto: serve un mezzo che lasci prova della data, quindi PEC oppure raccomandata A/R. Una telefonata al servizio clienti non fa decorrere alcun termine e non lascia traccia.

Nel testo indica i tuoi dati e il numero della fattura, di' esplicitamente che intendi eccepire la prescrizione biennale per gli importi riferiti a consumi anteriori ai due anni, e chiedi l'emissione di una fattura ricalcolata sulle sole somme ancora dovute.

Conserva la ricevuta di invio: è la prova della data in cui hai eccepito la prescrizione.

3. Verifica se il fornitore ha già allegato il modulo

Quando una bolletta contiene importi per consumi di oltre due anni, il venditore ha l'obbligo di informartene in modo chiaro e di metterti a disposizione un modulo per eccepire la prescrizione, con un preavviso rispetto alla scadenza del pagamento.

Se quel modulo c'è, usarlo semplifica le cose. Se non c'è, la mancanza è essa stessa un elemento da segnalare nel reclamo.

4. Chiedi la sospensione della parte contestata

Nel reclamo puoi chiedere che il pagamento dell'importo contestato resti sospeso fino alla verifica. Nel frattempo paga la quota che riconosci come dovuta, così non maturano contestazioni su quella.

5. Se il conguaglio è alto, chiedi anche la rateizzazione

In presenza di conguagli che superano di molto la media delle bollette precedenti, e che derivano da lunghi periodi fatturati a stima, il cliente ha diritto a una rateizzazione. È una richiesta che puoi avanzare nello stesso reclamo, in via subordinata e senza rinunciare alla contestazione.

6. Se non rispondono, o rispondono di no

Il fornitore deve dare una risposta motivata entro i termini previsti dalla regolazione. Se il termine passa senza risposta, o se la risposta non ti convince, il passo successivo è il Servizio Conciliazione dell'ARERA.

È gratuito, si attiva online con SPID o CIE, non ha limiti di valore, si svolge di norma in un paio di mesi e l'accordo raggiunto ha valore vincolante. Puoi farti assistere da un'associazione dei consumatori, ma anche procedere da solo.

Il primo no del fornitore non è la fine: è il punto in cui inizia la conciliazione.

I cinque errori che fanno perdere

Quando conviene rivolgersi a qualcuno

Per importi rilevanti, per fatture già affidate al recupero crediti o quando è stato notificato un decreto ingiuntivo, la faccenda esce dal fai-da-te: rivolgiti a un avvocato o a un'associazione dei consumatori. Questo sito ti dà una stima e un metodo, non un'assistenza legale.

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